mercoledì 22 giugno 2011

Ereditarietà dei caratteri e Genetica

Ereditarietà dei caratteri
Le caratteristiche morfologiche, fisiologiche o psichiche di ogni organismo vivente sono determinate da due fattori: il patrimonio genetico ricevuto in eredità dai genitori e l’influenza ambientale. Il primo determina i cosiddetti “caratteri ereditari” ossia da un lato l’insieme delle caratteristiche generali che definiscono una determinata specie e dall’altro i numerosi caratteri che differenziano tra loro individui della stessa specie come ad esempio il colore degli occhi, il gruppo sanguigno ecc. nell’uomo   La trasmissione dei caratteri ereditari obbedisce alle leggi formulate da G. Mendel verso la fine del XIX secolo. La conclusione principale a cui giunse Mendel è che il patrimonio genetico di ogni essere vivente, ossia il suo “genotipo”, è composto dalla successione di coppie di elementi, detti “geni”, che l’individuo riceve dai genitori al momento della fecondazione tramite le cellule seminali. Ogni coppia di geni stabilisce funzioni e proprietà di un dato organo (ad esempio il colore degli occhi) mentre ogni gene della coppia è responsabile della manifestazione di un carattere specifico (ad esempio il colore azzurro degli occhi). L’insieme dei caratteri mostrati dall’individuo, ossia il suo “fenotipo”, è il risultato della “competizione” che si stabilisce in ogni coppia tra i due geni preposti alla medesima funzione. Quando una coppia contiene due geni identici l’individuo manifesta il carattere trasmesso da entrambi i geni. Se invece sono presenti geni contrapposti, l’individuo manifesta solo il carattere del cosiddetto “gene dominate”. L’azione del secondo gene, detto recessivo, risulta dunque mascherata.  Un carattere recessivo si manifesta quindi solo negli individui in possesso di un genotipo recessivo puro. Questo spiega perché un carattere recessivo si manifesta in genere con minor frequenza rispetto al corrispondente carattere dominate. D’altra parte, due genitori del fenotipo dominante possono generare figli che mostrano viceversa il carattere recessivo. Ad esempio incrociando due piante di pisello giallo si possono ottenere piante di pisello verde, un colore recessivo rispetto al primo. Questo accade quando entrambi i genitori possiedono un genotipo misto, avente cioè sia il gene dominante che quello recessivo. Al momento della fecondazione, ogni genitore trasmette al figlio un solo gene, in questo caso dominante o recessivo. Ogni gene è trasmesso con uguale probabilità per cui se il figlio riceve dai entrambi i genitori il gene recessivo, cosa che accade con una probabilità di uno su quattro, mostrerà il carattere che nella generazione dei genitori risulta invisibile. Infine l’osservazione, sempre dovuta a Mendel, che i vari caratteri ereditari non sono in genere correlati tra loro, ad esempio il carattere della buccia liscia o rugosa si trasmette in modo indipendente dal colore di essa, completa il quadro scientifico sull’ereditarietà dei caratteri.  E’ opportuno tuttavia osservare che il quadro precedente è influenzato da vari fattori che ostacolano in genere la verifica diretta delle leggi di Mendel. Tra tutti ricordiamo il fenomeno della dominanza incompleta o lo presenza di caratteri determinati da un numero di geni maggiore di due. Questo si verifica ad esempio nell gruppo sanguigno dell’uomo che può presentare i fenotipi A, B, AB o 0 e che viene determinato da  tre geni distinti caratterizzati da definiti rapporti di dominanza o condominanza (due geni che contribuiscono in modo paritario al fenotipo).

Leggi di Gregor Mendel
-Prima legge = Legge della dominanza : Da incroci tra individui differenti per una singola coppia di caratteri antagonisti nascono individui in cui compare soltanto uno dei due caratteri , quello Dominante.
-Seconda legge = Legge della disgiunzione dei caratteri : Nella discendenza degli ibridi ricompare il carattere recessivo e i due caratteri si presentano separati nel rapporto costante di 3:1 .
-Terza legge = Legge dell’indipendenza dei caratteri : Dall’incrocio di due individui che differiscono per due o più caratteri si ottengono individui nei quali i caratteri si trasmettono in modo indipendente l’uno dall’altro secondo la prima e la seconda legge, e quindi combinati in tutti i modi possibili.

Suoni dal mondo

Suoni dal mondo

Giapponese.
Il panorama musicale nel Giappone moderno comprende una larga schiera di cantanti i cui interessi variano dal rock giapponese alla salsa giapponese, dal tango giapponese al country giapponese. Il popolo ama molto la musica e va matto per il karaoke, una forma di spettacolo dilettantistico di canto su di una base musicale, che si svolge nei bar e nelle piccole discoteche.

Cinese.
La Musica cinese, ritenuta di origine divina e strettamente connessa alla cosmologia e all'astrologia, durante la dinastia Zhou (1122 a.C.-256 a.C.) aveva un ruolo importante all'interno delle complesse situazioni rituali cinesi: associata alla danza, essa accompagnava i cerimoniali religiosi collegati alla natura e alle tappe fondamentali della vita umana, inoltre si credeva che in Cina la musica avesse un ruolo formativo per lo spirito.

Australiana.
Nella musica indigena, sembra certa l'influenza della cultura musicale dei Maori, basata su strumenti percussivi e ritmici, aventi il compito di accompagnare canti e danze, talvolta inseriti all'interno di riti propiziatori e di iniziazione. Negli ultimi secoli, sotto l'ìnfluenza della musica colta europea sono stati fondati a Sydney la Philarmonic Society (1820), un buon numero di teatri lirici e istituti musicali. Nel Novecento si è intensificata l'attività di studiosi musicali, di compositori e di musicisti.

Africana.
La musica in Africa serve per accompagnare ogni momento importante(la caccia, il raccolto, la semina, il matrimonio, la nascita di due gemelli…).
Gli strumenti di maggior uso sono: il Dundun, uno strumento a percussione, un tamburo a due pelli a clessidra; ma usano anche il Balafon, il nome che loro hanno dato agli xilofoni.

Per approfondimenti vedi Libro “Effetto musica”, autore Deriu, Pasquali, Tugnoli, Ventura, casa editrice Bompiani, Milano, alle pagine 290 fino a pagina 295

Araba.
La musica araba si basava specialmente sui “Maqâm”, cioè dei modelli, delle successioni prestabilite di suoni.Ogni “Maqâm” ha un contenuto emotivo, può esprimere orgoglio e potenza, oppure le lontananze desertiche o un forte sentimento di tristezza, ecc…
Diversamente dal nostro sistema musicale, che si basa su intervalli di tono e semitono, quello arabo comprende altri intervalli, più piccoli o grandi dei nostri ed è a queste distanze tra suoni così insolite per il nostro udito, che si deve quel senso di sinuosità, di incertezza che per noi fa tanto Oriente!
Oggi è più diffuso il “Raï” Un genere che riscuote molto successo. Parole schiette e dure fanno da cornice all’incidere ondulato delle melodie, sostenute da curiose sovrapposizioni di ritmi tradizionali e funky, nomadi e rock.
Per approfondimenti vedi Libro “Effetto musica”, autore Deriu, Pasquali, Tugnoli, Ventura, casa editrice Bompiani, Milano, alle pagine 296 fino a pagina 301

Indiana.
Nelle canzoni indiane, di solito, nella parte iniziale c’è l’ “Alap”, Il solista costruisce l’atmosfera per permettere all’ascoltatore di svuotare la sua mente e di entrare in contatto con la divinità. In questa parte il ritmo è libero. Piano piano il ritmo si fa più regolare per fare entrare le “Tabla”, Piccoli tamburi, nella seconda parte dell’esecuzione, detta “Gat”.
Gli strumenti usati sono:
Il “Bansuri”, il nome del flauto traverso di canna di bambù.
La “Tabla”, Una coppia di piccoli tamburi.
Il “Tampura”, Simile ad una chitarra dalla forma allungata, con quattro corde che si suona con una sola mano.
Il “Santur”, un salterio.
Per approfondimenti vedi Libro “Effetto musica”, autore Deriu, Pasquali, Tugnoli, Ventura, casa editrice Bompiani, Milano, dalle pagine 297 fino a pagina 306

martedì 21 giugno 2011

Energia Nucleare

Energia Nucleare
Con energia nucleare (detta anche energia atomica), si intendono tutti quei fenomeni in cui si ha produzione di energia in seguito a trasformazioni nei nuclei atomici; tali trasformazioni sono dette "reazioni nucleari". L'energia nucleare, insieme alle fonti rinnovabili e le fonti fossili, è una fonte di energia primaria, ovvero è presente in natura e non deriva dalla trasformazione di altra forma di energia, ed è considerata una valida energia alternativa ai tradizionali combustibili fossili. Benché alcuni considerino tale fonte energetica anche come rinnovabile, recentemente la Commissione europea si è espressa affermando che il nucleare non è da considerarsi come rinnovabile.[2]. Benché inoltre rappresenti in gran parte una forma di energia pulita dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica (CO2) in atmosfera, presenta almeno in parte diversi altri problemi ambientali e di pubblica sicurezza per quanto riguarda i fenomeni connessi alla radioattività attraverso le scorie radioattive. Ampio è divenuto dunque nel tempo il dibattito intorno all'energia nucleare sul fronte della sicurezza, sul rischio proliferazione, sui costi e sulla indispensabilità di tale fonte energetica in relazione alle altre fonti energetiche e all'impellente problema energetico globale. A livello internazionale l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA, International Atomic Energy Agency) si occupa di promuovere l'utilizzo pacifico dell'energia nucleare, di impedirne l'utilizzo per scopi militari e con funzionalità di sorveglianza e controllo sulla sicurezza degli impianti nucleari esistenti o in progettazione/realizzazione.

“La storia”
La storia dell'energia nucleare prende avvio con le scoperte intorno alla radioattività sul finire del XIX secolo e prosegue poi con gli sviluppi scientifici della fisica nucleare nella prima metà del XX secolo che hanno portato alla realizzazione del primo reattore sperimentale-dimostrativo funzionante da parte di Enrico Fermi negli USA il 2 dicembre del 1942 e alle successive tristemente note vicende belliche della seconda guerra mondiale con lo sgancio della bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Solo nella seconda metà del secolo scorso si prende l'iniziativa di sfruttare l'energia nucleare anche a fini civili per la produzione di energia elettrica, ma per tutto il corso della Guerra Fredda rimarrà duplice l'interesse per l'energia atomica sia sul fronte militare che civile con gli Stati interessati a portare avanti politiche energetiche nucleari, in gran parte a proprie spese, per il raggiungimento di paralleli e precisi obiettivi militari di superpotenza.

“Reazioni”
Le reazioni che coinvolgono l'energia nucleare sono principalmente quelle di fissione nucleare, di fusione nucleare e quelle legate alla radioattività:
-Nelle reazioni di fissione nucleare (sia spontanea, sia indotta) nuclei di atomi con alto numero atomico (pesanti) come, ad esempio, l'uranio, il plutonio e il torio si spezzano producendo nuclei con numero atomico minore, diminuendo la propria massa totale e liberando una grande quantità di energia. Il processo di fissione indotta viene usato per produrre energia nelle centrali nucleari. Le prime bombe atomiche, del tipo di quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki, erano basate sul principio della fissione. Si deve notare che in questo contesto il termine atomico è inesatto o almeno inappropriato in quanto i processi coinvolti sono viceversa di tipo nucleare, coinvolgendo i nuclei degli atomi e non gli atomi stessi.
-Nelle reazioni di fusione nucleare i nuclei di atomi con basso numero atomico, come l'idrogeno, il deuterio o il trizio, si fondono dando origine a nuclei più pesanti e rilasciando una notevole quantità di energia (molto superiore a quella rilasciata nella fissione, a parità di numero di reazioni nucleari coinvolte). In natura le reazioni di fusione sono quelle che producono l'energia proveniente dalle stelle. Finora, malgrado decenni di sforzi da parte dei ricercatori di tutto il mondo, non è ancora stato possibile realizzare, in modo stabile, reazioni di fusione controllata sul nostro pianeta anche se è in sviluppo il progetto ITER, un progetto che con il successore DEMO darà vita alla prima centrale nucleare a fusione del mondo. È invece attualmente possibile ottenere grandi quantità di energia attraverso reazioni di fusione incontrollate come, ad esempio, nella bomba all'idrogeno.
-Le reazioni di decadimento radioattivo coinvolgono i nuclei di atomi instabili che, tramite processi di emissione/cattura di particelle subatomiche (radioattività), tendono a raggiungere uno stato di maggior equilibrio in conseguenza della diminuzione della massa totale del sistema. Quelle in cui si ha la maggiore quantità di energia liberata sono i processi di diseccitazione gamma: le particelle interessate sono fotoni generalmente ad alta energia, ovvero radiazioni elettromagnetiche alle frequenze più alte (anche se più precisamente si ha sovrapposizione fra le frequenze delle emissioni X di origine atomica e gamma di origine nucleare).
Fissione Nucleare 

 

Fusione Nucleare

lunedì 13 giugno 2011

Il Futurismo

Il Futurismo

Il Futurismo è stata una corrente artistica italiana del XX secolo. Questa corrente artistica ebbe influenza su movimenti artistici che si svilupparono in altri Paesi, in particolare in Russia e Francia. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, alla letteratura (poesia e teatro), la musica, l'architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia. La denominazione ufficiale del movimento si deve al poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti.Il Futurismo nasce in un periodo (inizio Novecento) di grande fase evolutiva dove tutto il mondo dell'arte e della cultura era stimolato da moltissimi fattori determinanti: le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici, e le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione come il telegrafo senza fili, la radio, aeroplani e le prime cineprese; tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" fra loro i continenti. Nel Manifesto del Futurismo (1909), pubblicato inizialmente in vari giornali italiani, la Gazzetta dell'Emilia di Bologna, la Gazzetta di Mantova, L'Arena di Verona e poi sul quotidiano francese Le Figaro il 20 febbraio 1909, Marinetti espose i principi-base del movimento. Poco tempo dopo a Milano nel febbraio 1910 i pittori Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo, firmarono il Manifesto dei pittori futuristi e nell'aprile dello stesso anno il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nei manifesti si esalta la tecnica e si dichiara una fiducia illimitata nel progresso, si decreta la fine delle vecchie ideologie (bollate con l'etichetta di "passatismo"). Si esaltano inoltre il dinamismo, la velocità, l'industria e la guerra che viene intesa come "igiene dei popoli".

Il Cubismo

Il Cubismo
Cubismo è un'espressione con cui si è soliti designare una corrente artistica ben riconoscibile, distinta e fondativa rispetto a molte altre correnti e movimenti che si sarebbero successivamente sviluppate. Picasso , Si può tuttavia individuare in Paul Cézanne un pittore che nelle sue solitarie sperimentazione è stato in grado di prefigurare lo stile, la visione e le tematiche cubiste. Partendo dalla semplificazione delle forme di Cézanne e dall'osservazione dell'espressività delle maschere africane, alcuni artisti iniziarono ad operare una scomposizione della figuratività e, attraverso un'etichetta imposta da un critico esterno al gruppo , questi artisti giungono alla scomposizione dell'oggetto, abbandonando completamente la visione prospettica e naturalistica.
I primi pittori propriamente cubisti sono considerati, per le opere che separatamente crearono nello stesso lasso di tempo Georges Braque e Pablo Picasso. Nel 1911, lavorando assieme, i due pittori realizzarono opere molto simili: "Ma Jolie" e "La portoghese". Essendo frammentate e definite in forme geometriche le due figure non erano più praticamente riconoscibili.
Ecco alcune opere cubiste di Pablo Picasso....


August Eberhard Müller

August Eberhard Müller

August Eberhard Müller è stato un pianista,organista, e flautista tedesco vissuto dal 1767 al 1817 . Nato ad Hannover , è stato allievo di Christian Bach ( figlio di Johann Sebastian Bach ) e grande amico di Goethe , il poeta tedesco che scrisse il testo dell'inno alla gioia,la melodia composta da Ludwig van Beethoven .
Nel 1789 August Eberhard Müller divenne organista della Chiesa di S. Ulrich a Magdeburgo. Nel 1792 è stato scelto per dirigere i concerti, ecc, a Berlino, e lì divenne intimo con Marpurg, Johann Friedrich Fasch, Reichardt e altri uomini illustri. Fu nominato organista della Nikolaikirche a Lipsia nel 1794. Ha suonato l'organo e clavicembalo altrettanto bene, ed era anche un abile con il flauto. Nel 1800 fu nominato vice di Johann Adam Hiller a Thomasschule e assistente maestro di cappella a Thomaskirche, e dal 1901 seguita Hiller come Thomaskantor. Dal 1810 è direttore musicale presso la corte di Weimar.

ecco due foto di August Eberhard Müller

 Le sue opere
-Pianoforte: Due concerti: un trio per pianoforte e archi, op. 17; due sonate per violino e pianoforte; numerose sonate per pianoforte solo, oltre a variazioni. ecc
-Organo: Suites, una sonata e canto, le variazioni.
- Flauto: undici concerti, una fantasia con orchestra e 23 duetti per due flauti.
- Voci : Tre cantate a quattro voci e orchestra, due operette ,canzoni con accompagnamento di pianoforte.